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  • Come ho convertito il mio sito WordPress in statico (azzerando la spesa annuale di dominio + hosting)

    Come ho convertito il mio sito WordPress in statico (azzerando la spesa annuale di dominio + hosting)

    C’è un momento nella vita di ogni sito WordPress in cui smette di essere un “blog” e diventa una creatura un po’ troppo esigente: plugin che litigano tra loro, database che cresce senza controllo, e un hosting che costa quanto una pizza gourmet… ogni mese.

    Il mio momento è arrivato quando ho guardato la fattura annuale (hosting + dominio + “piccole aggiunte” varie) e ho pensato: “ok, qui qualcosa non torna”.

    Spoiler: ho trasformato tutto in un sito statico. E sì, ho anche rotto parecchie cose lungo la strada.

    La fase 1: WordPress, il regno del caos ordinato

    Partiamo da lì: WordPress classico.

    Funziona, è flessibile, ma nel mio caso era diventato un piccolo Frankenstein digitale:

    • 467 articoli
    • migliaia di immagini (e relative miniature)
    • tag ovunque (anche dove non servivano)
    • plugin che si guardavano male tra loro

    Ogni articolo nuovo era una festa… per il server.

    La fase 2: la grande idea — “lo rendo statico e risparmio tutto”

    L’idea era semplice:

    👉 trasformare tutto in HTML statico
    👉 eliminare il server dinamico
    👉 pubblicare su GitHub + Cloudflare Pages
    👉 azzerare hosting e alleggerire costi

    Ho scelto Staatic come motore di conversione.

    Sembrava facile.

    Non lo era.

    Il primo ostacolo: “perché il sito non si apre più?”

    Dopo il primo export, tutto sembrava funzionare… finché:

    • link rotti
    • pagine non trovate
    • HTTPS che si comportava come un animale selvatico
    • crawler che si fermava a metà

    E ovviamente il classico:

    “Crawling failed”

    Traduzione: non sto capendo niente di quello che stai facendo

    Il secondo problema: GitHub e il loop infinito

    Ho collegato tutto a GitHub.

    Risultato:

    • ogni publish rompeva la repo
    • VS Code chiedeva di inizializzare Git ogni volta
    • push forzati come se non ci fosse un domani

    Il problema? Avevo messo Git dentro la cartella di export.

    Morale:
    👉 mai mischiare build e repository

    Ho dovuto separare tutto in:

    • cartella export
    • repo stabile

    E la pace è tornata.

    Il terzo boss: Cloudflare che non trovava la cartella

    Deploy su Cloudflare Pages.

    Errore classico:

    “Output directory not found”

    Nonostante la cartella fosse lì.

    Il motivo? Semplice e crudele:
    👉 Cloudflare stava guardando un commit diverso da quello che stavo controllando io.

    Traduzione: stavo vivendo su due timeline diverse.

    Il quarto problema: il menu mobile rotto (il trauma)

    A un certo punto il sito funzionava… ma solo da desktop.

    Su mobile:

    • hamburger menu morto
    • click non funzionanti
    • JavaScript che “non era più JavaScript”

    Errore nel console:

    MIME type “text/html” invece di “application/javascript”

    Traduzione:
    👉 il sito stava servendo pagine HTML al posto dei file JS

    Praticamente: il browser chiedeva un motore, riceveva una pizza.

    Il quinto livello: tag, archivi e file infiniti

    Poi ho scoperto il vero mostro:

    • tag pages inutili
    • archivi autore
    • paginazioni infinite
    • feed RSS
    • sitemap multiple

    Ogni cosa diventava una pagina statica.

    Risultato:
    👉 12.000 file generati per 467 articoli

    A quel punto ho deciso:

    “i tag non esistono più”

    E li ho eliminati senza pietà.

    Il sesto boss finale: le immagini

    Pensavo fosse finita.

    Invece WordPress aveva creato:

    • 150×150
    • 300×300
    • 768x…
    • 1536x…
    • 2048x…

    Per ogni singola immagine.

    Traduzione:
    👉 ogni foto era diventata una famiglia numerosa

    Con plugin e filtri ho iniziato a:

    • eliminare miniature inutili
    • bloccare generazione futura
    • pulire la media library

    E improvvisamente il sito ha perso peso… come un SSD dopo la dieta.

    Il momento di svolta

    A un certo punto ho capito una cosa semplice:

    👉 il problema non era WordPress
    👉 era tutto quello che ci avevo costruito sopra

    Quando ho:

    • separato Git dall’export
    • tolto tag e archivi inutili
    • pulito immagini
    • sistemato Cloudflare
    • stabilizzato Staatic

    …tutto ha iniziato a funzionare.

    Il risultato finale

    Oggi il mio sito:

    • è statico
    • è veloce
    • non ha server da pagare
    • è ospitato su GitHub + Cloudflare Pages
    • non richiede manutenzione costante

    E soprattutto:

    💸 hosting: 0€
    💸 infrastruttura: quasi zero
    💸 stress: in forte calo

    Le lezioni che ho imparato

    Se dovessi riassumere tutto:

    • Non mischiare build e repository Git
    • Cloudflare non perdona configurazioni incoerenti
    • WordPress genera molto più “rumore” di quanto pensi
    • Le immagini sono il vero nemico silenzioso
    • I tag sembrano innocui… finché non diventano 1000 pagine inutili
  • Mouse scomparso su Windows 11: come risolvere il problema

    Quando il puntatore del mouse scompare su Windows 11, lavorare diventa praticamente impossibile. Il problema può manifestarsi all’improvviso, dopo un aggiornamento, un riavvio o un conflitto tra driver. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi la causa è legata ai driver del dispositivo o a un malfunzionamento temporaneo del sistema.

    Di seguito analizziamo le cause più comuni e le soluzioni più efficaci, inclusa quella che ha risolto il problema nel tuo caso.


    Perché il mouse può scomparire su Windows 11

    Le ragioni più frequenti sono:

    • Driver corrotti o duplicati
      Windows può mantenere in memoria vecchi driver nascosti che entrano in conflitto con quelli attivi.
    • Aggiornamenti recenti
      Alcuni update possono alterare le impostazioni delle periferiche.
    • Dispositivi HID nascosti
      Windows talvolta conserva riferimenti a mouse precedenti, creando conflitti.
    • Impostazioni errate del puntatore
      Raramente, il puntatore può essere impostato su un tema non valido.
    • Problemi hardware
      Cavo difettoso, porta USB danneggiata o batteria scarica (per mouse wireless).

    La soluzione più efficace: rimuovere i driver nascosti del mouse

    Nel tuo caso, la procedura risolutiva è stata questa — ed è effettivamente una delle più efficaci quando il problema è causato da driver corrotti o duplicati.

    Procedura:

    1. Aprire Gestione dispositivi
      Premi Win + X e seleziona Gestione dispositivi.
    2. Mostrare i dispositivi nascosti
      Nel menu Visualizza, clicca su Mostra dispositivi nascosti.
      Questo permette di vedere driver non più attivi ma ancora presenti nel sistema.
    3. Rimuovere il mouse e i driver associati
      Espandi la voce Mouse e altri dispositivi di puntamento.
      • Se compaiono più voci, soprattutto in grigio, significa che ci sono driver “fantasma”.
      • Clicca con il tasto destro sul mouse e seleziona Disinstalla dispositivo.
    4. Riavviare il PC
      Al riavvio, Windows reinstallerà automaticamente i driver corretti.

    Questa procedura elimina conflitti interni e ripristina il funzionamento del puntatore.


    Altre soluzioni utili se il problema persiste

    1. Cambiare porta USB o sostituire le batterie

    Sembra banale, ma è la prima verifica da fare.

    2. Attivare il puntatore tramite tastiera

    Se il mouse non si vede ma è ancora attivo:

    • Premi Ctrl + Alt + CancAnnulla
      Spesso il puntatore ricompare.
    • Oppure premi Win + Ctrl + Shift + B per resettare i driver grafici.

    3. Reinstallare i driver tramite Windows Update

    Vai in Impostazioni → Windows Update → Opzioni avanzate → Aggiornamenti facoltativi.

    4. Disattivare il “Touchpad” (su notebook)

    A volte il touchpad interferisce con il mouse esterno.
    Controlla in Impostazioni → Bluetooth e dispositivi → Touchpad.

    5. Ripristinare le impostazioni del puntatore

    In Pannello di controllo → Mouse, reimposta il tema del puntatore.


  • Guida Completa: Come Risolvere l’Errore “Non sono riuscito a creare una nuova partizione” Durante l’Installazione Pulita di Windows 10

    Guida Completa: Come Risolvere l’Errore “Non sono riuscito a creare una nuova partizione” Durante l’Installazione Pulita di Windows 10

    L’installazione pulita di Windows 10 è una procedura che permette di ripristinare il proprio computer eliminando completamente i dati presenti sul disco e reinstallando il sistema operativo da zero. Questo tipo di installazione è molto utile quando si riscontrano problemi di performance, errori di sistema o semplicemente si desidera ripartire da un ambiente pulito. Tuttavia, durante questo processo, potrebbe comparire un errore comune che impedisce la creazione di una nuova partizione sul disco, bloccando così l’installazione.

    Se stai affrontando l’errore “Non sono riuscito a creare una nuova partizione” durante l’installazione pulita di Windows 10, non preoccuparti: in questa guida ti mostreremo come risolvere il problema passo dopo passo.

    Perché Compare l’Errore di Partizione?

    Questo errore si verifica solitamente a causa di problemi con il disco rigido o con la gestione delle partizioni. Le cause possono essere diverse:

    • La presenza di più dischi con priorità diversa.
    • Errori nei file di configurazione della partizione.
    • Problemi nel riconoscimento del disco da parte del sistema di installazione di Windows.

    Vediamo ora come risolvere il problema con la guida fornita da un utente esperto sul forum Microsoft.

    Guida Passo-Passo per Risolvere l’Errore di Partizione

    1. Preparazione dell’USB di Installazione:
    • Assicurati di avere un’unità USB avviabile di Windows 10 creata correttamente. Puoi utilizzare lo strumento ufficiale di Microsoft, il Media Creation Tool, per creare una chiavetta USB avviabile.
    1. Avvia il PC dall’USB:
    • Collega la chiavetta USB al tuo computer.
    • Riavvia il PC e accedi al BIOS/UEFI (di solito premendo tasti come F2, F12, ESC o DEL subito dopo l’accensione).
    • Modifica l’ordine di avvio selezionando l’USB come dispositivo principale.
    • Salva le modifiche ed esci dal BIOS.
    1. Accedi al Prompt dei Comandi Durante l’Installazione:
    • Quando arrivi alla schermata di installazione di Windows, premi Shift + F10 per aprire il prompt dei comandi.
    1. Usa DiskPart per Gestire le Partizioni:
    • Digita diskpart e premi Invio per avviare lo strumento DiskPart.
    • Elenca i dischi disponibili con il comando list disk.
    • Seleziona il disco su cui vuoi installare Windows digitando select disk X (sostituisci “X” con il numero del disco corretto).
    • Digita clean e premi Invio. Questo comando eliminerà tutte le partizioni presenti sul disco selezionato.
    • Crea una nuova partizione primaria con create partition primary.
    • Seleziona la nuova partizione con select partition 1 e attivala con active.
    • Formatta la partizione utilizzando il comando format fs=ntfs quick.
    • Assegna una lettera alla partizione con assign letter=C.
    1. Chiudi il Prompt dei Comandi e Continua l’Installazione:
    • Chiudi il prompt dei comandi e torna alla schermata di installazione di Windows.
    • Ora dovrebbe essere possibile selezionare il disco e continuare con l’installazione di Windows 10 senza ulteriori errori.

    Consigli Utili per Evitare Problemi di Partizione

    • Rimuovi tutti i dischi esterni: Prima di iniziare l’installazione, scollega eventuali dischi esterni o unità USB non necessarie che potrebbero interferire con il processo.
    • Controlla la modalità del disco (UEFI/Legacy): Assicurati che il BIOS sia configurato correttamente per l’avvio in modalità UEFI o Legacy, in base alla configurazione del disco.
    • Aggiorna il BIOS/UEFI: Un BIOS obsoleto potrebbe causare problemi con la gestione dei dischi. Verifica sul sito del produttore del tuo PC se sono disponibili aggiornamenti.

    Conclusione

    L’errore “Non sono riuscito a creare una nuova partizione” durante l’installazione pulita di Windows 10 può essere frustrante, ma seguendo questi semplici passaggi sarai in grado di risolverlo facilmente. Assicurati di eseguire correttamente ogni comando e, se hai ancora problemi, potrebbe essere utile verificare lo stato del disco con strumenti diagnostici per assicurarti che non ci siano errori fisici.

    Per ulteriori consigli e supporto, puoi visitare i forum ufficiali di Microsoft o consultare guide specifiche per il tuo hardware. Buona installazione!

  • Come provare in anteprima Windows 11 sul vostro portatile

    Windows 11 è stato annunciato recentemente e il suo rilascio è previsto per questo autunno, probabilmente in Novembre o Dicembre. Se siete curiosi di volerlo provare prima di questa data, è già disponibile l’aggiornamento al nuovo sistema operativo effettuando dei pochi e semplici passaggi.

    Come sappiamo windows 11 è in fase di sviluppo ma la Microsoft ha deciso di pubblicare una prima versione del nuovo sistema operativo in anteprima, come di consueto ha fatto con le altre versioni del sistema operativo. La versione disponibile naturalmente potrebbe presentare dei bug in fase di risoluzione, o comunque non essere completo nelle sue funzionalità.

    Ti consiglio quindi di procedere all’aggiornamento solo se sei consapevole di quanto appena detto.

    Come si aggiorna a Windows 11?

    Windows consente di poter entrare a far parte del piano Insider del sistema operativo. Gli insiders sono utenti disposti a installare una versione del sistema operativo non completamente rilasciata giusto per curiosità o per svilupparci sopra altre applicazioni.

    L’insider può avere diversi livelli: Versioni in Anteprima, Canale Beta e Canale Dev. In base al livello che scegliete potreste avere la versione nuova del sistema operativo prima rispetto agli altri canali.

    Al momento la build di windows 11 in anteprima è disponibile per il canale Dev, ma presto potrebbe esserlo anche per gli altri canali. Il canale Dev rispetto agli altri accede ad una versione del sistema operativo incompleto, presente di qualche bug che potrebbe coinvolgere il vostro sistema operativo.

    Per entrare nel canale Dev degli insiders dovreste andare sulle impostazioni del vostro PC, aprire la sezione relativa a Windows Update e cliccare sul Programma Windows Insider. Arrivati a questo punto scegliete per quale canale aderire, come detto prima scegliete Canale Dev.

  • Come pagare con carte Yap, Revolut, Hype e Postepay utilizzando Samsung Pay

    Come pagare con carte Yap, Revolut, Hype e Postepay utilizzando Samsung Pay

    Nonostante ad oggi non ci sia una piena compatibilità di queste carte prepagate molto utili e molto efficienti, sono riuscito a trovare un ottimo compromesso affinchè qualsiasi carta del circuito visa e mastercard possa essere associata a samsung pay, e quindi essere utilizzata su dispositivi samsung come gli Watch (che vi ricordo non posseggono Google pay).

    La soluzione? Esiste, e non è per forza quella di attendere che le banche siano abilitate per essere utilizzate con Google Pay. La soluzione si chiama Curve.

    Il servizio Curve all’apparenza potrebbe sembrarvi una delle tante carte prepagate che avete già fatto e che magari non avete mica voglia di creare, ma in realtà non nasce per questo scopo.

    L’obiettivo di Curve è quello di possedere una unica carta che gestisce i pagamenti verso tutte le altre che abbiamo già in nostro possesso. Immaginatevi come se fosse effettivamente un integratore di carte Visa e Mastercard senza il bisogno di portarsele tutte dietro.

    Potete aggiungerla su Google Pay e in modo esclusivo anche su Samsung Pay (provato io stesso).

    Cosa bisogna fare allora per aderire a questa iniziativa?

    • Innanzitutto bisogna iscriversi a Curve (avrete 5 euro di bonus di benvenuto);
    • Caricare almeno una carta di pagamento;
    • Fare le foto al documento di identità;
    • Aggiungere la carta in Google Pay e Samsung Pay;
    • Selezionare la carta preferita;
    • Pagare per avere dettagli sulle transizioni;

    Semplice no? Sappiate che l’interfaccia grafica al momento è esclusivamente in inglese.